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Bambini come armi
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- Pubblicato Venerdì, 17 Giugno 2011 23: :35
In uno dei miei forum gli utenti hanno discusso l'utilizzo dei bambini come armi nelle coppie separate. Alla fine qualcuno ha sollevato la domanda, come caricare queste armi. Ecco la mia proposta:
Si caricano bene all'aglio e ai fagioli. Così diventano un'arma chimica e biologica micidiale.
Da un lato spifferi puzzolenti, dall'altro caccarelle abbondanti, da lasciare in dono al marito o alla moglie di turno.
Passato un giorno, mi rendo conto del silenzio e verifico:
Mi sa che ho fatto centro ... un suggerimento di comodo e facile applicazione, il cavallo di troia in regalo all'altro parente più amato del bambino.
Un bacio che non si vuol dare, ma che si deve. Uno almeno. I pannolini da cambiare, una vera delizia. In sostituzione la puzza in bagno per almeno un'ora. Oppure la difficoltà trovare un bagno, con la prospettiva di vedersi obbligato a cambiare e lavare tutto?
Ottima scelta! Poiché sia aglio che fagioli sono gli alimenti più amati, dopo dolci, spaghetti, omelette, è una carica che si può dare.
Servono anche le ricette?
Ora sono passati altri giorni e quasi mi comincio a chiedere cosa sia successo ai miei pargoli ... normalmente si lasciano trascinare in qualunque discorso che sia abbastanza divertente ... e soprattutto nelle più fantasiose supposizioni, come questa.
Ora, il punto è che questa storia mi diverte davvero, perché sembra che con questo gelido silenzio io abbia toccato un tasto dolente, ma dall'altra parte non c'è veramente nulla da preoccuparsi. O forse sì?
Forse si sono fatti questi giochetti anche completamente inconsapevoli e ora arriva Quibbelqurz - così mi chiamo nel forum - e rovina la storia? O si rendono conto che il sottoscritto forse sa più delle dinamiche nella coppia che vorrebbero ammettere? Forse hanno pensato che la veste scema da amministratore sia scema davvero, ma ora non più di tanto?
E' una cosa buffa. La volevo raccontare perché mi ha colpito in particolar modo. E mi ha divertito, perché avrei dato tutto a mangiare una pentola di fagioli all'aglio! 
L'arte di scavare un pozzo
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- Pubblicato Lunedì, 06 Giugno 2011 14: :34
Se ho imparato qualcosa nei viaggi all'estero, è la capacità di confrontare e valutare la propria conoscenza con quella delle persone incontrate e trarre e trasmettere vantaggio dalle differenze. Vi racconterò una piccola storia, che spiegherà meglio la missione di questo sito.
Anziché sponsorizzare il pozzo di acqua potabile per un villaggio Nicaraguense sulla costa orientale, come l'avrebbe fatto chiunque altro nella mia posizione da visitatore, non ho temuto spese per comprare un secchio di acciaio, un piccone e una pala. Sebbene è per noi una spesuccia di nulla, per loro erano stipendi interi.
Ho scavato l'inizio di prima mano, e nel mentre la gente si fermava e si chiedeva perché mai lo straniero facesse un buco tanto grande quanto strano in mezzo al loro paese. Con il passare delle ore, qualcuno aveva capito lo scopo, senza che io dovessi spiegare alcun ché, anche perché non ci saremmo capiti. Quando il bordo aveva raggiunto un po' oltre mezzo metro, ho cominciato a passare il secchio, che qualche passante svuotò timidamente sul mucchio che avevo iniziato. A un certo punto sono uscito, bagnato dall'umidità e sudore, misi il piccone in mano a un ragazzo ventenne e la pala a uno di trenta, e me ne andai senza guardare cosa facessero. Come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Il giorno dopo, il paese aveva il suo ansimato pozzo. Con il tempo fu abbellito con un muro di pietre naturali e una carrucola artigianale. Il secchio fu legato a una fune e utilizzato da tutti per calarlo nell'acqua, che con il tempo si schiarì. Pala e piccone furono usati in molti altri posti per scavare pozzi, sempre allo stesso modo con quell'incredibile semplicità con cui era stato introdotto.
Mettendoci mano di prima persona, non restiamo dipendenti dalle conoscenze degli altri e nella propria crescita impariamo a stimarci a vicenda nella misura che meritiamo. E' un concetto di vita che si perde, perché a quanto pare possiamo comprare o farci regalare tutto, ma il lavoro di mano propria sembrerebbe di aver perso ogni valore.
In questo spirito vi daremo piccone, pala e secchio per scavare nel pozzo della conoscenza di vBulletin. Vi aiuteremo a imboccare la strada giusta, ma dovete collaborare per poter accedere all'acqua
Il Teleconferenzel
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- Pubblicato Domenica, 01 Maggio 2011 11: :10
Il Teleconferenzel è un animaletto che parla con più persone contemporaneamente. Da tutte le parti ha delle bocche pronte a grugnare, stridolare, urlare e raccontare storie che ha sentito attraverso le tante tante bocche quando respira. Infatti, una delle sue caratteristiche principali è che si alterna nell'ascoltare e parlare. Quando parla, non ascolta. E quando ascolta non capisce.
Questa bestiolina diventa tutto blu quando ci sono cose interessanti da raccontare, proprio perché gli viene a mancare l'aria. Quando inizia si sente bene, ma poi diventa sempre più debole e la gente chiede: "come? cosa hai detto? puoi ripetere? chi russa?".
Una questione di sordità
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- Pubblicato Giovedì, 17 Febbraio 2011 11: :13
Chi ha figli saprà, che la fatica di fargli è poca e spesso si fa volentieri, ma crescerli rappresenta una serie di piccoli inconvenienti di cui non si parla, soprattutto ai propri pargoli. Una piccola vendetta nei loro confronti, dovessero anche loro … insomma, fare figli …
Uno dei problemi più ricorrenti è di non sapere dove mettere i figli durante la notte, in quanto si è intento di farne altri. Quello che non sanno i neo-genitori, che nonostante le buone intenzioni, le loro attività sessuali si spostano dalla notte alle più impensabili ore del giorno, perché … perché i piccoli non li lasciano in pace. Ogni sera si va al letto con il buon proposito di decuplicare la potenza famigliare, e si finisce a darsi il bacio di buonanotte con la promessa di riprovare il giorno dopo.
La grande frana
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- Pubblicato Sabato, 12 Febbraio 2011 01: :23
Un giorno in autunno, quando il tempo era ancora molto caldo e per andare a scuola si toccavano i gelidi fondali dei pozzi di voglia, i ragazzi cercavano qualunque pretesto per rimanere a casa e dedicarsi al dolce far nulla. Quel giorno pioveva.
Le capre erano d’accordo con i ragazzi e si divertivano a sparpagliare il fieno nella stalla, fra le piccole e grandi lotte che dovevano sostenere ogni giorno per arraffarsi il posto migliore, che si trovava sempre dalla parte opposta. La cavalla, residuo di un incidente del suo amato maschio finito strangolato dalla fune, fissata troppo vicino a una terrazza da dove aveva preso il volo, cercava attraverso la rete del recinto nelle mie tasche qualcosa di buono, mentre stavo per riempire i secchi di acqua, sia per lei che per le capre, galline, conigli e tacchini. Mentre svolgevo queste mansioni, la pioggia torrenziale evaporava sulla pelle mia.